Volantini sonori, i Flyers non sono ancora morti.

Volantini sonori, i Flyers non sono ancora morti.

Quando un piccolo negozio decide di fare una pubblicità locale, nel 90% dei casi la scelta ricade su un prodotto: i Flyers meglio conosciuti con il nome di “volantini”.

L’idea di base di ogni piccolo imprenditore é quella di spendere poco ed avere tanto. All’apparenza i volantini sono perfetti per questo scopo, grazie ad una piccola spesa è possibile avere 1000 / 5000 ed anche per i piú megalomani 10 o 15.000 volantini (da usare senza criterio su una piccola area di influenza). Il loro pensiero é quello del : ne faccio tanti, tantissimi così “per statistica” avrò comunque qualche nuovo cliente.

Il risultato é nella quasi totalitá dei casi un totale flop, con rendimenti che vanno dal a caso migliore dell’essere totalmente ignorati al peggiore dove si perde clientela (perché gli abitanti di zona si sono trovati infastiditi dalla presenza di quei volantini, nelle cassette delle lettere, sotto i tergicristalli della macchina ecc…).

Non voglio poi nemmeno approfondire sulle grafiche che si vanno ad usare, spesso inutili, non comunicative, e strapiene di informazioni (vige il principio del “c’é ancora un poco di spazio ci scrivo anche questo…”).

Detta così pare che la situazione del mondo “volantino” sia tragica… Ed Effettivamente lo é visto che i volantini fatti in questo modo hanno un “tasso di conversione” di 40 persone ogni 5000 volantini prodotti.

Fare al livello dilettantistico un volantino equivale quindi a buttare solo i soldi. Per di più le 40 persone non sono nemmeno da intendersi come “acquirenti” ma solo come persone che sono in grado di ritenersi informate su un determinato evento pubblicizzato e che sono state in grado di ricordarselo. Una cosa ben lontana dall’essere interessate a comprare quel prodotto.

Prima di iniziare anche solo a preparare una campagna pubblicitaria basata sul volantino bisognerebbe fare alcune analisi tra le quali :

Chiedersi a chi é destinata la comunicazione. (Quindi a chi mi rivolgo con questo volantino?)
Chiedersi che cosa voglio veramente comunicare a quel target? ( non posso dirgli 1000 cose, gliene devo poche, meglio se una sola, e gliela devo dire in maniera chiara.
Chiedersi su quale area di influenza dovrá agire la comunicazione? (Se lo scopo è comunicare la nuova apertura di un negozio di zona ed i suoi potenziali clienti sono localizzati nel quartiere è inutile fare pubblicitá in tutta la cittá o nelle cittá vicine perchè nessuno sará interessato o verrá.
In maniera analoga alla domanda precedente chiedersi QUANTA GENTE è presente nella zona di influenza... Perchè se l’area realmente interessata ha una presenza di 6000 persone è inutile stampare 15.000 o 20.000 volantini, saranno banalmente eccessivi, si andrá solo a saturare l’area ( se non a finire cestinati direttamente dai ragazzi che fanno il volantinaggio. Che una volta coperta l’area… Prendono la prima macchina e buttano tutto in un secchione lontano).

Solo dopo aver fatto queste prime considerazioni si può iniziare a progettare il volantino.

Il problema è che anche facendo bene tutte queste operazioni il tasso di conversione del volantinaggio risulta comunque incredibilmente basso. Questo problema nasce dal fatto che oramai siamo talmente abituati a vedere i volantini che li filtriamo e ce ne dimentichiamo molto rapidamente (un volantino viene guardato per un tempo inferiore ai due secondi, immaginate quindi quanto siano inutili i volantini con tante scritte. Tempo fa ci siamo però dovuti cimentare con la necessitá di preparare un volantino.

Fatte le analisi di target della zona e ben definito quindi il pubblico potenziale (per potenziale si intende il pubblico che abbia la capacitá decisionale di acquistare o meno l’oggetto della promozione), abbiamo iniziato lo studio dell’idea.

Il nostro pubblico di riferimento erano dei ragazzi in etá scolare, tra i 13 ed i 18 anni, localizzati in alcune scuole (scuole ben precise, non tutte). Il messaggio da comunicare era che un’attivitá di vendita cover stava per esser avviata da lì a pochi giorni nel centro commerciale piú importante della zona. Ovviamente si voleva evitare di fare un’inutile produzione di volantini, il nostro obbiettivo era poi ancora piú ambizioso, volevamo non solo avere un tasso di conversione molto alto ma volevamo che chi fosse in possesso del nostro volantino ne fosse così orgoglioso da mostrarlo ad altre persone ! (Volevamo addiritturara che le persone si recassero al punto vendita non solo per comprare ma per chiedere “per favore date un volantino anche a me?”)

É iniziato così il progetto al volantino sonoro !

Lavorando anche con il Giappone, non eravamo estranei al concetto di “Pepakura” ovvero l’arte giapponese di piegare la carta. Come supporto non abbiamo utilizzato la normale carta da volantino, abbiamo preferito utilizzare un materiale molto piú spesso, ma tanto la scelta di ridurre il quantitativo di pezzi prodotti ha comunque equilibrato la spesa del materiale.

Vi mostriamo quindi il lavoro svolto, ovviamente non utilizzando le grafiche definitive (per ovvi motivi di privacy) ma mostrandovi il progetto del prototipo è la costruzione del primo “proto”

Su Adobe illustrator abbiamo progettato tutte le linee di pre-taglio e di piegatura che avrebbe dovuto avere l’oggetto finito. Anche se era possibile vedere le istruzioni, l’oggetto doveva essere particolarmente intuitivo da esse creato anche solamente guardando le linee di piegatura.

A quel punto abbiamo messo a registro la grafica che avevamo progettato ed abbiamo realizzato i primi test.

Trasformare il volantino in un amplificatore per il cellulare era semplicissimo, i ragazzi che avevano avuto “l’onore” di entrare in possesso del volantino sonoro costruivano l’amplificatore e correvano a mostrarlo ai loro amici dicendogli “guarda che spettacolo che mi hanno regalato”… La voce si è diffusa cosí in maniera virale e in tantissimi si sono recati sia per aver la loro copia del volantino… Sia per acquistare le cover che erano in vendita.

Un successo veramente enorme, con la gente che si metteva in fila per andare a comprare i regali in quel piccolo punto vendita (tre postazioni di vendita a ciclo continuo dalle 10.00 alle 21.00 con le persone disposte a fare anche 1 ora e 40 minuti di fila !!!!)

Creare un volantino sonoro è stato certamente piú costoso che fare i classici volantini… Ma il risultato è stato un successo talmente eclatante da aver fatto veramente notizia (passaggio televisivo sotto Natale anche del tg5)

Alcune immagini del servizio interamente dedicato, in onda poco prima di Natale sul Tg delle ore 20.00 in prima serata.

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